Solo chi sogna impara a volare….

Sono passati più di quattordici anni da quando Mario è morto. A volte sembra ieri, altre volte una vita intera fa. In questi anni sono cambiata, sono cresciuta, mi sono rialzata.Ho una nuova vita vera, concreta, con Tony, che amo sinceramente.I miei figli sono…

Il mio posto nel mondo

Tra montagne silenziose e il richiamo del mare, scopro chi sono davvero, tra fossili antichi, sogni e radici profonde.

A passo lento nell’imperfetto

Non inseguo più sogni di perfezione.Ho imparato da tempo la bellezza dell’imperfetto:le case vissute che odorano di memorie,i libri consumati che custodiscono voci altrui,le rughe che raccontano sorrisi e fatiche,i capelli brizzolati che brillano di giorni trascorsi. Amo ciò che ha resistito, ciò che…

Quando il vento racconta

Quando ero bambina, mio padre mi prendeva per mano ed insieme salivamo lungo i sentieri che attraversavano il bosco. Ogni passo era un’occasione per scoprire piccoli dettagli che lui sapeva trasformare in poesia: il canto di un uccello diventava un messaggio segreto, un quarzo…

Sulla cima del Foldone: piccoli piaceri e grandi emozioni tra montagna e amicizia

Un racconto intimo e autentico di un’escursione sulla cima del Foldone, tra la fatica della salita, il silenzio della nebbia, l’incontro con i camosci e il calore di una baita accogliente. Una storia di amicizia, semplicità e piccoli piaceri che la montagna sa regalare.

Ciòc de bàle

Ubriachi di bugie. Poesia dialettale di Pietro Tòcio

Òie de noember

Voglie di novembre. Poesia dialettale di Pietro Tòcio

Ciüicinada

S’ère piö ü sognadür che ü casadürcon tate bale e pöche pole…e longhe caminade sòta ol pis di fraschèreper indà e tacà fò i me primaére…‘ndormet drè a öna büsarola spalancàdaper vèt i culur del sul a la sò leada…col durt söl brucù e…

Ó trùat ün òm

Ho trovato un uomo. Poesia vincitrice del premio di poesia dialettale di Dossena 1992

Di soglie e di incontri

Sono sempre stata una che lascia le porte aperte.Non perché dimenticavo di chiuderle, ma perché sono cresciuta senza un mazzo di chiavi, senza l’idea che il mondo andasse tenuto fuori. Le porte, per me, erano respiri: entrava la luce, l’aria, la vita delle persone…