Non inseguo più sogni di perfezione.
Ho imparato da tempo la bellezza dell’imperfetto:
le case vissute che odorano di memorie,
i libri consumati che custodiscono voci altrui,
le rughe che raccontano sorrisi e fatiche,
i capelli brizzolati che brillano di giorni trascorsi.
Amo ciò che ha resistito, ciò che porta le sue cicatrici come medaglie.
Amo tutto ciò che non finge di sembrare,
ma semplicemente è.
E allora cammino lenta, come fa la vita in montagna:
dove le giornate scorrono al passo del sole,
dove il vento porta con sé l’odore della terra
e il profumo della legna scalda le sere.
Tra sentieri che conoscono la fatica,
e orizzonti che insegnano la pazienza,
scopro che la vera ricchezza
è lasciare che ogni cosa segua il suo passo,
senza fretta, senza maschere, senza illusioni.
